Le donne sono più soggette degli uomini ad avere lavori vulnerabili, di basso profilo e mal retribuiti, con una protezione sociale o dei diritti fondamentali limitata oppure inesistente.
In Asia meridionale, in Africa settentrionale e in Asia occidentale, la percentuale di donne impegnate in settori diversi da quello agricolo è solo del 20%.
Le donne costituiscono quasi i due terzi dei 776 milioni di adulti analfabeti nel mondo.
La salute materna è uno degli ambiti in cui il divario tra ricchi e poveri è più pronunciato. Mentre quasi tutte le nascite nei paesi sviluppati sono assistite da personale sanitario qualificato, meno della metà delle donne riceve tali cure quando partorisce in alcune regioni dei paesi in via di sviluppo.
Ogni anno un numero inaccettabile di donne e ragazze muore a causa di complicazioni durante la gravidanza, il parto o dopo le dimissioni dall’ospedale, la stragrande maggioranza nei paesi in via di sviluppo. Gran parte di queste complicazioni sono largamente prevenibili e curabili.
Tra le donne di età compresa tra i 15 e i 44, gli atti di violenza sono tra le prime cause di morte e invalidità, più del cancro, della malaria, degli incidenti stradali e della guerra.
Nel 2006, le donne e le ragazze hanno costituito il 79 per cento delle vittime del traffico di esseri umani.
Nonostante i progressi, la discriminazione contro le donne persiste sia nelle leggi che nella pratica.
Molte donne soffrono varie forme di discriminazione e hanno un accesso limitato a diritti, risorse e opportunità.
Volontà politica e leadership sono fondamentali per generare un’azione sostenuta in favore dell’uguaglianza di genere e l’“empowerment” di donne e ragazze e per il progresso nello sviluppo,pace, sicurezza e diritti umani.
FONTE ONUITALIA NOTIZIE 2010












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